Guida Turistica per Viterbo e provincia.
 
 

elaborato da Franfiorini, 16:38 in macchina di santa rosa

La "Macchina" prende l'avvio alle ore 21 del 3 Settembre da Piazza San Sisto (Porta Romana) e giunge attraverso un percorso di circa 1 Km., al Santuario di Santa Rosa.

Durante il tragitto ( Via Garibaldi - Via Cavour - Via Roma - Corso Italia - Via di Santa Rosa ) effettua 5 soste:

  • Piazza Fontana Grande

  • Piazza del Plebiscito

  • Piazza delle Erbe

  • Corso Italia (davanti alla Chiesa del Suffragio)

  • Piazza Verdi

La "Macchina" sosta davanti al Santuario per tutto il giorno seguente.

Macchina di Santa Rosa.[thanks to Giannigianni from flickr] 

È un evento difficile da spiegare. Non ci sono animali come il palio di Siena, non ci sono tante sponsorizzazioni. L'origine della Macchina risale al 4 settembre 1258, quando il corpo di S.Rosa, ritrovato incorrotto (dopo che la stessa santa apparve in sogno a papa Alessandro IV), fu traslato da alcuni cardinali dalla Chiesa in cui era sepolto al Monastero che da allora divenne il suo Santuario.
Fu proprio da questa processione che ebbe inizio la tradizione del trasporto (che resta nella sua connotazione religiosa il giorno 2), e la trasformazione dell'altare, alla cui sommità era posta un'immagine della Santa, in un baldacchino alto alcuni metri con il quale, almeno dalla fine del Seicento, i viterbesi ogni anno ricordano quell'evento.
Dal XVIII secolo la macchina ha cominciato a crescere in altezza assumendo la fisionomia che conserva tuttora: una costruzione alta alcune decine di metri trasportata a spalla per le strade cittadine da un centinaio di uomini detti Facchini. Vestiti di bianco, a rappresentare la purezza della santa, morta a poco meno di sedici anni, fascia rossa in vita (rosso cardinalizio), pantaloni alla zuava e fazzoletto bianco alla corsara in testa. Si dividono in ciuffi (il peso di circa 80kg di concentra tutto sulle prime cervicali, protette solo da un cuscino di cuoio)e spallette.
Questa torre luminosa, alta ormai una trentina di metri, tutti gli anni la sera del 3 Settembre, attraversa il cuore della città che si oscura completamente al suo passaggio per farne risaltare maggiormente la luminosità. In tal modo i Viterbesi rendono omaggio alla propria "patrona" che tanto amarono in vita e che, dopo più di 750 anni, non mancano di festeggiare con grande partecipazione e solennità.

Facchini di Santa Rosa.[thanks to Simonetagliaferri from Flickr]
La storia della macchina di Santa Rosa è costellata anche di momenti tragici dovuti alla pericolosità del trasporto. In particolare durante il secolo scorso si sono verificati incidenti tali da convincere il Vaticano a sospenderne il trasporto, sospensione revocata ben presto per l'insistente e tenace richiesta di tutta la cittadinanza di ripristinare la solenne tradizione. Particolare la giornata di preparazione, con la benedizione in articulo mortis nella chiesa di San Sisto, da dove si snoda il trasporto, fino all'ultimo momento, il più emozionante: gli ultimi 150m in salita del 14% con la macchina "tirata" da corde aggiuntive e con i facchini di corsa. Gli ultimi brividi prima del posate del capo dei facchini.

 Ali di Luce (2003-07). Foto tratta da www.deagostiniedicola.it

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