Guida Turistica per Viterbo e provincia.
 
 

elaborato da Franfiorini, 23:46 in civita di bagnoregio

Luogo da sogno a metà strada tra Orvieto e il lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, infisso in un teatro naturale formato da calanchi.Situata sulla cima di un colle tra le vallate formate dai torrenti Chiaro e Torbido. Fu denominata dallo scrittore Bonaventura Tecchi La città che muore, a causa della sua collocazione, l'antico borgo sorge, infatti, su un terreno molto precario: situata su una platea tufacea, rischia il crollo perchè i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Essendo posta su un colle di interessanti dimensioni, offre di se un aspetto incomparabile, levando il fiato ai turisti che dalla strada cominciano a scorgere la sua rara maestosità, al tramonto prende uno strano aspetto lunare offrendo emozioni uniche a chi la osserva.

In epoca medioevale, Civita di Bagnoregio, attraversò il periodo economico di massimo splendore, divenendo il nucleo centrale della città e delle zone limitrofe.

Quando la città fu fondata dagli Etruschi 2.500 anni fa circa, non era difficile da raggiungere e soprattutto era situtata in una posizione molto difendibile. Testimonianze etrusche del borgo si hanno grazie alla necropoli ritrovata nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco Vecchio. Anche la cosidetta grotta di San Bonaventura, dove si narra che S. Francesco guarì con un miracolo il piccolo Giovanni Fidanza (S. Bonaventura), sembra fosse una tomba a camera etrusca trasformata nel medioevo in capella per le orazioni.

Prima controllata dalla famiglia orvietana Monaldeschi e in secondo tempo controllata dai cardinali dello Stato della Chiesa.

Il ruolo cardine svolto da Civita nelle vicende storiche territoriali inizia la sua parabola discendente dopo il terremoto del 1695, che provocando gravi danni alle strade e agli edifici, costrinse molti abitanti a lasciare la città.

Da vedere: l'affascinante centro storico e la chiesa parrocchiale del borgo.

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